Inserito da: viola88rulez | Marzo 16, 2008

Speranza lavorativa

L’8 marzo, giorno in cui si festeggia la festa della donna, ho anticipato il mio volere a licenziarmi dall’agenzia immobiliare in cui ho lavorato 6 mesi della mia vita. L’esperienza fatta lì dentro è stata molto formativa… posso forse dire d’essere cresciuta, ma non professionalmente, a livello personale. Stare a contatto ogni giorno con persone più grandi di te ed osservare i loro comportamenti, valutare il loro modo di pensare… è stato molto, ma molto formativo. Quando ho lasciato fisicamente sul tavolo della responsabile il foglio delle dimissioni provavo sentimenti contrastanti, fra la liberazione e l’amarezza. Liberazione perchè non avevo più voglia di inseguire il sogno di quella professione e amarezza perchè mi sono lasciata dietro le spalle delle persone importanti, ognuna a modo proprio ha saputo farsi apprezzare…

Adesso navigo nel precariato insieme ad altre 200/300 anime… dove con delusione capisci che l’Italia va veramente male. Non mi baso giudicando la mia situazione, perchè bene o male ho 20 anni e ho ancora un po’ di tempo per maturare esperienza in un certo settore e stabilizzarmi lavorativamente parlando. Quando però ti scontri con persone che hanno ormai superato i 40, con figli a carico, mutui da pagare… è un duro colpo. Un uomo o donna che sia che ha già 20 anni di lavoro alle spalle, possibile che non possa avere la propria stabilità lavorativa?! No?! Deve ritrovarsi a fare il/la telefonista in un call-center e sperare di essere assunta a tempo indeterminato?! A poter ambire ad un massimo di 900€ per 8 ore ti rompi le scatole al telefono? L’Italia va male…

L’altro giorno, per tornare a noi… ho fatto il tanto atteso colloquio per l’industria di Prato (che fra l’altre cose hanno messo la propria richiesta nell’agenzia dove lavoravo e si dicono veramente scontenti della professionalità mostrata… questo discorso me l’ha fatto la donna del colloquio appena ho dichiarato d’aver lavorato per questa agenzia…). Che bellezza!! Essere assunta lì sarebbe un sogno! Un azienda moooolto importante nel campo della moda. Il mio lavoro sarebbe quello della segretaria personale e tuttofare di due stilisti. In parole povere quello che grossomodo fa l’attrice Anne Jacqueline Hathaway nel film “Il diavolo veste Prada”.

Io incrocio le dita… e spero in bene!


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